Intervista a Laura Corrotti: Un’urbanistica che torna vicina ai cittadini

Nel panorama complesso e in continua evoluzione dell’urbanistica regionale, il ruolo delle istituzioni è fondamentale per garantire lo sviluppo del territorio. A parlarcene è Laura Corrotti, Consigliera Regionale del Lazio e Presidente della X Commissione Urbanistica, Politiche Abitative e Rifiuti, che in questa intervista traccia un bilancio delle principali sfide affrontate negli ultimi due anni, tra progetti di riqualificazione, piani regolatori e attenzione alla sostenibilità ambientale.

Nel corso del suo mandato come Presidente della X Commissione, quali sono state le principali sfide affrontate nel settore dell’urbanistica nel Lazio?

In questi due anni di legislatura, mi sono avviata al lavoro dell’urbanistica della nostra Regione, che da troppi anni era incatenata a norme che si sono stratificate nel tempo.
L’urbanistica è una materia molto complessa e tecnica e tutte le norme che si sono susseguite nel tempo hanno notevolmente complicato la vita dei cittadini e l’approccio dell’urbanistica della nostra Regione.
Abbiamo quindi tentato di sviscerare quelli che sono questi problemi, in particolare i principi su cui voglio lavorare sono tre: la semplificazione delle normative urbanistiche per rendere migliore la vita dei cittadini, degli amministratori, degli ordini professionali; la proposta di norme che siano a costo zero, proprio per non gravare su quello che è il bilancio già critico ereditato dalle precedenti amministrazioni, portando, al contempo, un rientro economico finanziario delle nostre città e della nostra amministrazione, impedendo le disparità di trattamento, che nel corso degli anni si sono create.
Proprio sul tema della disparità, io sono la prima firmataria di una legge, la 12 del 2024, che va a sbloccare una serie di pratiche che sono ferme da vent’anni nella nostra Regione, sulla questione dei condoni.
Togliendo un inciso specifico da una legge del 2004, siamo riusciti a sbloccare circa 46mila domande della nostra Regione riguardo i condoni, che si basavano su una legge che è la 12 del 2004, che recepiva a sua volta una legge nazionale, sui condoni, la 326, il famoso
condono Berlusconi.
Questo perché c’era una disparità di trattamento tra tutte le persone che avevano accesso al condono Berlusconi, si sono viste bloccare la pratica perché poi è stata votata la legge in Consiglio regionale, quindi ci sono persone che sono riuscite ad ottenere il condono e altre
persone che avevano la stessa casistica non l’hanno ottenuto. Questo per me è una disparità, non è equità sociale.
Con la legge 12 del 2004 abbiamo cercato di fare in modo almeno di andare incontro a tutte queste famiglie che da anni aspettavano una risposta.
Questa è l’impronta dell’urbanistica per quanto mi riguarda che voglio portare in Consiglio regionale.

La proposta di legge sulla semplificazione urbanistica, esaminata nel gennaio 2025, rappresenta un’evoluzione delle precedenti iniziative legislative? Quali aspetti innovativi introduce rispetto alle proposte precedenti?

Per quanto riguarda la legge sulla semplificazione urbanistica, che in questo momento sta per uscire, auspico che esca dalla Commissione quanto prima perché è una legge attesa, ed è proprio quella che segue quello che è uno dei tre principi fondamentali, cioè semplificare le leggi che nel corso degli anni sono state votate in Consiglio regionale ma che non hanno
sortito gli effetti che volevamo.
Uno di questi è proprio la legge sulla rigenerazione urbana, noi abbiamo una legge che è la 7 del 2017, che però purtroppo non è stata applicata come avremmo voluto, quindi con la semplificazione urbanistica, andiamo a cercare di rendere attuabile di più la rigenerazione urbana, soprattutto nella città di Roma dove ci sono tanti stabili in degrado ai quali noi vorremmo ridare una vita.
Mi collego alla questione dei cinema, che rientra in questa fattispecie.
Noi, e questa è una cosa che ho seguito in prima persona io, insieme al Presidente Rocca, abbiamo voluto ascoltare quelli che sono gli attori protagonisti del settore del cinema, tra cui gli esercenti ed i produttori, proprio perché hanno fatto una richiesta specifica su un tema così importante di fare un approfondimento, quindi abbiamo cercato di capire quali fossero le cose che dovevamo andare a modificare, da quella che era la nostra intenzione iniziale.
Rimane il fatto, e su questo non torniamo indietro, che ci sono degli stabili, su Roma soprattutto, che sono abbandonati da anni, che sono cinema chiusi e che io dico sempre, che essendo chiusi da più di 10 anni, non sono più cinema, ai quali vorremmo restituire una vita perché magari sono fonte di degrado, fonte di insicurezza, sono stabili che creano disagio ai cittadini e noi vorremmo poter dare a questi stabilì una seconda vita, permettendo a coloro che hanno in proprietà queste strutture, di fare un cambio di destinazione d’uso.
E’ ovvio che, se i proprietari decidono di fare il cambio di destinazione d’uso e di destinare una piccola parte o una parte di queste strutture, a centri polifunzionali che siano cinema, teatri o librerie o comunque centri culturali, ci sarà una premialità che la Regione Lazio nei comuni dove ricadono gli stabili, potranno dare alla proprietà. Questo ovviamente per incentivare l’apertura delle sale cinematografiche, però capiamo che siamo del 2025 e dobbiamo andare incontro a quella che è l’esigenza del territoriale.
I cinema purtroppo oggi funzionano meno rispetto a tanti anni fa, quindi dovremmo andare incontro a quella che è l’esigenza anche commerciale della nostra Regione. Su questo non torniamo indietro, questi stabili non devono stare nel degrado.
Nella scorsa legislatura feci un’interrogazione sul Metropolitan, un cinema che si trova al Tridente di Roma, che è una struttura chiusa da più di 10 anni, alla quale vogliamo ridare vita, ho fatto anche l’ordine del giorno che segue questa linea e ovviamente è un lavoro che va di pari passo rispetto a quelle che erano le battaglie nella scorsa legislatura, quando ero all’opposizione.

Quali misure sta adottando la Commissione per promuovere l’edilizia residenziale pubblica e affrontare la questione dell’emergenza abitativa nella regione?

Sull’edilizia residenziale pubblica ci sono stati un po’ di interventi che abbiamo effettuato anche durante la legge di stabilità, uno di questi è stato l’emendamento che abbiamo voluto noi di Fratelli d’Italia, che è quello per destinare quasi tre milioni di euro alle Ater per andare incontro a quella che è l’esigenza economica delle aziende territoriali che si occupano di
edilizia residenziale.
Capiamo che c’è una difficoltà di queste aziende nel gestire un patrimonio così grande della Regione sull’edilizia popolare, proprio per questo c’è un lavoro su una riforma che stiamo cercando di realizzare, per affrontare anche quella che è l’emergenza abitativa e quindi ci risulta e deve essere necessario un intervento di risanamento delle Ater sia di Roma ma anche delle province della nostra Regione.

Nel gennaio 2025, la Commissione ha effettuato un sopralluogo presso la discarica di Cupinoro. Qual è l’importanza di questo intervento per il territorio?

Il 28 gennaio abbiamo fatto questo sopralluogo presso la discarica di Cupinoro insieme alla Commissione, mi è dispiaciuto che in quella circostanza è stato presente solo il centrodestra, quando noi volevamo dare una testimonianza del lavoro che è stato fatto e che va avanti da anni, sarebbe stato bello avere una condivisione da tutte le forze politiche, che invece è mancata.
Abbiamo fatto questo intervento di tapping, un impermeabilizzazione del terreno della discarica, che è stata messa in sicurezza, questo tramite un finanziamento regionale sostanzioso.
Un intervento di cui andare orgogliosi, perché abbiamo ridato ai cittadini del Comune di Bracciano un territorio ripulito, dove hanno inserito anche delle strutture artistiche, quindi anche con un fine culturale ed è il primo intervento di questo tipo forse in Italia, sicuramente nel Lazio.
Abbiamo garantito la tutela, ovviamente sia della salute pubblica, del suolo, dell’aria, ridando vita ad un nuovo territorio. Una cosa di cui andare fieri.
Anche perché capita sempre che viene evidenziato ciò che non funziona, e mai effettivamente quello che funziona.
Ringrazio tutti coloro che hanno lavorato a questo intervento.

La Commissione ha recentemente tenuto una seduta nel Municipio VI di Roma. Quali sono stati gli esiti?

Il Municipio VI mi sta molto a cuore perché io vengo da quel municipio, sono cresciuta lì, quindi conosco le difficoltà che ha un municipio così periferico di Roma, così grande che insomma ha delle difficoltà oggettive, sociali, di distanza.
E’ anche un municipio però che ha delle sue peculiarità e bellezze, tranne un Tmb che sta ormai lì da anni, abbiamo fatto, proprio per dare vicinanza al territorio, la Commissione all’interno dell’aula consiliare del VI municipio con tutti i comitati di quartiere che stanno lì e che da anni si lamentano dei miasmi che provengono da questo impianto di trattamento.
Alla Commissione ha partecipato anche il presidente dell’Ama e tutti i consiglieri del VI municipio che ringrazio, perché è stata una commissione molto interessante dal punto di vista territoriale, proprio perché da lì tutti i comitati si sono sentiti ascoltati e questo non accadeva da molto tempo.
Anche qui la regione ha avviato delle azioni per quanto riguarda quelle che sono i trattamenti meccanici biologici, con un’assegnazione di fondi, proprio per dare benefici ambientali destinati direttamente a queste aree.
Anche questo fatto nell’assestamento di bilancio, stiamo continuando a lavorare per dare delle soluzioni a dei territori che occupano, come in questo caso questi impianti, proprio per dare un segnale ai cittadini che dovranno avere un’attenzione maggiore.

Intervista a cura di Veronica Passaretti

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