Dazi USA: Meloni punta sul dialogo

Dazi USA: Meloni punta sul dialogo

Basterà a evitare la guerra commerciale?

Donald Trump ha ribattezzato il 2 aprile “Liberation Day“: oggi è pronto ad annunciare nuovi dazi contro i Paesi che a suo dire “hanno approfittato degli Stati Uniti”​.

Cosa significa questo per l’Italia? Roma trattiene il fiato in attesa dell’annuncio delle tariffe previsto in serata. Il rischio è un’escalation verso una guerra commerciale tra Europa e Stati Uniti, uno scenario che allarma il governo Meloni​.

Diplomazia o scontro frontale?

Bruxelles promette “vendetta” – ma Meloni sceglie il dialogo​. Giorgia Meloni è convinta che lo scontro farebbe male a tutti, quindi da Roma arrivano solo appelli alla prudenza. È questa la strategia giusta per difendere il Made in Italy, oppure sarebbe meglio rispondere a muso duro?

Meloni non nasconde la preoccupazione: «Resto convinta che si debba scongiurare una guerra commerciale. Il mercato Usa per noi è fondamentale e l’introduzione di nuovi dazi avrebbe risvolti pesanti per i produttori italiani»​.

Meloni però non esclude che, se Trump esagera, anche l’Ue debba valutare “risposte adeguate” – ma solo come ultima risorsa.

Intanto si lavora dietro le quinte: il vice di Trump, J.D. Vance, è atteso a Roma a metà aprile per incontrare Meloni, con l’obiettivo di aprire un canale negoziale e trovare una “exit strategy” che limiti i danni per le imprese italiane​.

A Roma c’è ottimismo: «Rimaniamo fiduciosi per una soluzione negoziata… il problema dei dazi non deve dividerci» assicura il vice ministro degli Esteri Edmondo Cirielli​.

Quali scenari all’orizzonte?

Le prossime settimane saranno decisive. All’orizzonte ci sono due scenari opposti: da un lato un pericoloso braccio di ferro a colpi di tariffe punitive, dall’altro la speranza che la diplomazia riesca a disinnescare la minaccia prima che esploda. Forse, con la mediazione di Meloni, Washington e Bruxelles troveranno un compromesso: nessuno ha interesse a una guerra commerciale. Prevarrà il buon senso? La risposta, per ora, è affidata ai negoziati futuri.

Federica Nobilio

Related Post