Intervista a Vincenzo Maenza: Dalla Lotta Libera alle Vittorie Olimpiche

Intervista a Vincenzo Maenza: Dalla Lotta Libera alle Vittorie Olimpiche
Fonte foto: sito web vincenzomaenza.it

Ciao Vincenzo, iniziamo dal principio: come ti sei avvicinato alla lotta e cosa ti ha spinto a dedicarti a questo sport?

 

“Mi trovavo nel negozio di mio padre, che faceva il barbiere, quando un cliente entrò e mi suggerì di provare la lotta con suo figlio. Il giorno dopo ero già in palestra”.

 

La tua carriera è stata costellata da successi straordinari, tra cui due medaglie d’oro olimpiche. Come ricordi i tuoi trionfi a Los Angeles nel 1984 e a Seoul nel 1988?

 

“Li ricordo come i momenti di gioia e soddisfazione personale più grandi della mia vita sportiva, soprattutto a Seoul, dove c’era una partecipazione mondiale. A Los Angeles nel 1984, invece, c’era stato il boicottaggio da parte dell’Unione Sovietica, che ha reso l’esperienza un po’ diversa”.

 

La lotta è uno sport che richiede un grande impegno fisico, ma anche mentale. Come ti preparavi psicologicamente per affrontare questi eventi così importanti?

 

“Gli allenamenti erano già di per sé estenuanti, ma la dieta e il calo di peso erano ancora più impegnativi. Quando riuscivo a gestire al meglio questi aspetti, mi sentivo già mentalmente preparato. Poi, la pressione arrivava pian piano, con ogni gara, abituandomi all’ambiente competitivo”.

 

Dopo aver raggiunto l’apice come atleta, hai deciso di diventare allenatore. Cosa ti ha spinto a fare questo passo e come hai vissuto il passaggio da atleta a tecnico?

 

“Ho scelto di diventare allenatore per poter trasmettere il bagaglio tecnico e l’esperienza che avevo accumulato durante la mia carriera. Il passaggio da atleta a tecnico l’ho vissuto imparando a rapportarmi con le difficoltà dei ragazzi, i loro genitori, le società sportive e i dirigenti”.

 

Oltre alla lotta, quali sono le tue passioni e come sei riuscito a coltivarle durante la carriera?

 

“Mi piacciono molto gli sport in generale e li seguo nel mio tempo libero. Inoltre, adoro la musica, in particolare quella di Edoardo Bennato. Quando posso, cerco di andare ai suoi concerti”.

 

Qual è il tuo consiglio per i giovani che vogliono intraprendere la carriera agonistica, magari nello sport che hai scelto tu?

 

“Il mio consiglio è allenarsi costantemente e con determinazione, cercando di essere seguiti da persone competenti che possano trasmettere la passione e i valori fondamentali dello sport, come i sacrifici, l’impegno e l’intensità”.

 

Vincenzo, oggi come vedi il futuro della lotta in Italia? Ci sono nuove promesse che potrebbero seguire le tue orme?

 

“Il futuro della lotta in Italia lo vedo un po’ preoccupante. Il nostro movimento ha subito un forte calo a livello di qualità. Basta guardare gli ultimi atleti che hanno partecipato alle Olimpiadi e vedere cosa riusciranno a fare nel prossimo quadriennio olimpico”.

 

Un’ultima domanda: quali sono i tuoi progetti futuri, sia nello sport che nella vita?

 

“I miei progetti futuri riguardano la felicità, la serenità e la salute”.

 

Irene Taurino

 

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